Interprete di realtà

Tarocchi dal 14 al 20 maggio 2018

Tarocchi dal 14 al 20 maggio 2018

Ciao, come state?

Nella lettura della settimana scorsa (dal 7 al 13 maggio) abbiamo incontrato due Arcani simbolo di uno degli aspetti della dualità umana – la personalità e l’essenza. Questa settimana abbiamo un’altra coppia, ovvero gli Arcani simbolo di ciò che vengono definiti “il bene e il male”, ovvero l’angelo e il diavolo.
I Tarocchi di Marsiglia, di per sé, ci invitano a una visione non-duale: ad aprire la lettura troviamo, infatti, La Giustizia. È la più importante delle virtù, ma cos’è davvero la giustizia? È la legge dettata “dall’alto”, quindi dalla società o da un potere superiore, oppure è il frutto di un bilancio interiore, che avviene “dal basso”? Nella carta de La Giustizia, in effetti, non è disegnato nessun libro, nessun testo di legge, a garanzia dell’oggettività di tale giudizio. Il compito principale di quest’Arcano è quello di metterci in guardia dai condizionamenti mentali, perché è con una mente lucida e pacata, frutto di un intenso discernimento interiore, che è possibile fare una valutazione “giusta” per se stessi.
Questa carta è una delle poche con lo sguardo frontale e ci ricorda che il giudice più temibile di tutti non ci guarda dall’alto e non é nessuno presente al nostro fianco. Vive dentro di noi quel giudice incorruttibile che da il verdetto finale ogni volta che compiamo una scelta, ma anche dopo averla compiuta. Di cosa mi sento colpevole? 

La coppia successiva a questa carta è formata da La Temperanza e Il Diavolo, come dicevo, simbolo dell’eterna lotta fra il bene e il male. E questo scontro, avviene solo dentro di noi. Le due coppe in mano all’angelo sono molto simili: quale delle due sta riempiendo l’altra? È quasi impossibile distinguerle. Gli opposti non sono poi così diversi, semplicemente interagiscono fra loro con lati differenti. Come due calamite: il lato positivo di una è attratto dal lato negativo dell’altra. Ma sono sempre due calamite.

L’invito di questa settimana, in generale, è quello di armonizzare ogni tipo di confronto o discussione, facendo in modo che ogni ipotetico scontro si trasformi in un incontro. E non vi è richiesto di incarnare solo una di queste due parti per farlo, ma di integrarle entrambe dentro di voi. Quante volte vi siete detti o avete sentito dire “A essere buoni, non si guadagna niente…” oppure “I più buoni sono messi in croce…”? Questo non vuole essere un invito a smettere di essere buoni, ma a chiedervi cosa vuol dire davvero essere buoni e giusti per voi. E cos’è che invece considerate cattivo e sbagliato di voi stessi?

Se continuate a colpevolizzarvi per avere un lato, un aspetto della personalità, che non vi piace, è possibile che le persone che incontrate ve lo mostrino. E questo, spesso, non accade con qualcuno che vi spiega didascalicamente quali sono questi aspetti, ma ve lo può mostrare indirettamente, incarnando per primo uno di quest’aspetto a facendo di tutto per tirarvelo fuori.

La carta de Il Diavolo, con un personaggio che ci guarda di fronte, ci ricorda – come uno specchio – che siamo noi a considerarci dei mostri, a volte. Il Diavolo, in realtà, non è solo il personaggio centrale. La simbologia di quest’arcano include anche i due accoliti ai suoi piedi, legati in un circolo vizioso, ma liberi in qualunque momento di sganciarsi. Hanno piena possibilità di liberazione, ma a causa dei loro pregiudizi non vogliono mostrare quello che fanno, nascondendo le mani, e preferiscono far sembrare che sia “colpa del diavolo” se sono così. Ma in fondo, stanno dando la colpa a loro stessi. Il vincolo più grande è quello che noi stessi creiamo. Cos’è che considero negativo in me e che posso utilizzare per ottenere ciò che voglio? Sono proprio gli aspetti che ci piacciono meno di noi che possono rivelarsi una grande forza. Può essere che non ci piacciono, o che non li accettiamo, perché qualcuno ci ha detto che sono sbagliati?

Ecco che torna La Giustizia a domandare: chi decide cos’è giusto e cos’è sbagliato? Stabilite una buona relazione con voi stessi, non siate i primi a condannarvi per il semplice fatto di essere così come siete: ecco, in quello non c’è nulla di sbagliato!
La trasformazione è possibile quando l’IO si fonde con il NOI, ovvero l’ego, la personalità, si fonde con l’altruismo, la collettività. E prima di parlare di un NOI, inteso tra voi e gli altri, è bene lavorare su di sé perché il NOI risuoni dentro voi stessi come l’accordo tra le diverse parti di voi, quelle che vi piacciono meno e quelle che mostrate più facilmente agli altri.

Grazie di aver letto anche questa settimana i Tarocchi della realtà, vi aspetto lunedì prossimo con una nuova lettura di Tarocchi settimanali.

Per conoscere il mio approccio ai Tarocchi e prenotare consulti via skype o telefono oppure dal vivo a Milano, andate qui!
Se invece volete incontrarmi il 18 maggio, venerdì prossimo, torno a Savona. Per saperne di più cliccate qui!

Vi auguro una felice settimana,

Alberto

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Alberto

Incontro le persone che vogliono scoprire il perché di ciò che accade nella loro vita per poter essere liberi di creare la propria realtà. Leggi tutto...

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