Interprete e traduttore della realtà

Tarocchi dal 7 al 13 maggio 2018

Tarocchi dal 7 al 13 maggio 2018

Ciao, come state?

Questo fine settimana, domenica 13 maggio per essere precisi, cade la Festa della Mamma di quest’anno! E i Tarocchi non finiscono di sorprenderci, perché la prima delle tre carte estratte per la lettura di questa settimana è La Papessa, che rappresenta l’Archetipo della Grande Madre.
Prima di tutto tengo a specificare un aspetto fondamentale di quest’Arcano. A differenza di alcuni approcci di lettura di Tarocchi, a mio avviso, La Papessa non rappresenta sempre e solo una figura femminile e, soprattutto, non sempre rappresenta un personaggio esterno della nostra vita. Questa carta, infatti, potrebbe parlare di un’idea insita in ognuno di noi, sia che siamo di genere maschile o femminile.
Tutti noi discendiamo da un padre e da una madre e anche quando queste due figure sono meno presenti nella vita, sono comunque le due particelle originarie della materia prima di cui siamo fatti. Non solo a livello fisico. A volte, La Papessa può fare riferimento a questa parte di noi: alla madre che abbiamo dentro, ovvero ai condizionamenti di questa figura nei nostri confronti. E, ripeto, anche il fatto che una madre non sia stata parte della vita di un figlio, anche quando la madre non è biologica, in ogni caso insomma, la Grande Madre è un Archetipo che vive in ognuno di noi. E così La Papessa.

Fatta questa premessa, non posso non considerare il contesto in cui questa carta è stata estratta. Come il Natale per molti è un momento di nostalgia o di sofferenza – perché è simbolo di un’unione famigliare che non sempre sentiamo nella nostra vita – anche la Festa della Mamma non è per tutti un giorno da celebrare. L’invito che La Papessa fa questa settimana, e lo fa a tutti indistintamente, è quello di porsi la domanda: Che rapporto ho con mia madre? 

L’invito è quello di approfittare di questo momento di celebrazione per riflettere intimamente sulla questa relazione sacra. Non si sta sta parlando di migliorare il proprio rapporto con la propria madre, letteralmente. Almeno, non necessariamente. L’importante è lavorare su di sé per liberarsi dall’influenza della figura materna, da tutti gli insegnamenti che ci sono stati trasmessi automaticamente nei primi anni di vita. Non bisogna pensare ai casi in cui la sua presenza o assenza ha chiaramente influenzato la vostra vita o quando si ha passato un’infanzia o un’adolescenza di difficoltà con la madre. La vera riflessione è rivolta a tutti: quante delle vostre scelte sono veramente vostre e quante sono dettate dalla voce di vostra madre che parla dentro di voi?

Migliorare il rapporto con la “voce della madre” che spesso parla incontrollata dentro di noi o, a volte, agisce per conto nostro, è un processo che può avvenire solo attraverso la nostra volontà, il nostro pieno consenso, ma soprattutto attraverso la nostra comprensione del suo ruolo. Spesso sentiamo un bisogno interno di approvazione, vogliamo sentirci dire che siamo belli abbastanza o vorremmo sentire di avere il suo permesso per le nostre scelte e le nostre azioni. In realtà, ogni madre segue l’istinto di condividere il proprio amore con i figli e lo fa al meglio delle sue possibilità. Nei casi in cui quest’amore sembra non essere stato visibile o tangibile, è importante ricordare che ogni madre è stata una figlia a sua volta e che ha vissuto a suo modo l’influenza di sua madre e così via. Una madre ha davvero delle colpe o ha fatto solo il massimo di quello che poteva fare?

La chiave di volta, questa settimana, ce la danno gli Arcani successivi ovvero Il Matto e La Forza. Insieme rappresentano il dualismo dell’essere umano: la sua anima che chiameremo “essenza” e il suo ego che chiameremo “personalità”. Tra le due, la parte di noi che ha conservato gli insegnamenti e i condizionamenti materni è la personalità, ovvero quella che porta il nostro nome e cognome. È la parte di noi che trattiene, accumula, vuole tutto per sé, critica gli altri e serba rancore – quando è orientata al passato. Il suo carburante sono i pensieri: quando siamo in preda a sentimenti di rabbia, risentimento e critica produciamo pensieri di bassa frequenza, alimentiamo questa parte di noi ed è qui che prende il controllo delle nostre azioni. Non è una parte da condannare, però. Nei Tarocchi la personalità è descritta da due figure, una donna e un leone: in quale di queste due è riconoscete la vostra personalità? In realtà lo sono entrambe, nel loro insieme. Spesso l’egocentrismo e l’egoismo vengono condannati, ma queste carte ci mostrano una profonda verità. Anche se siamo gli esseri più illuminati del mondo, una parte di noi sarà sempre egoriferita ed egocentrica: perché noi vediamo il mondo con i nostri occhi, quegli stessi occhi che hanno visto la luce dopo essere stati concepiti da una madre e da un padre, gli stessi occhi che hanno visto quei genitori amarsi o odiarsi; litigare, separarsi, perdersi o fare l’amore, unirsi, ritrovarsi. È importante riconoscere questa parte di noi, perché vive tutti i nostri ricordi contemporaneamente in ogni istante e va rassicurata, controllata, addolcita e gestita. Il suo invito più profondo e autentico è quello a considerare di più se stessi e la propria volontà, a dedicarsi a guarire le proprie ferite, ad amare se stessi. Solo così l’energia e la forza de Il Matto, la nostra vera essenza, può fluire liberamente. Il suo invito è quello di domandarsi ogni istante, in ogni momento: Chi voglio essere davvero e cosa voglio veramente fare? Se impariamo a controllare il leone, la belva che vive dentro di noi, lasciamo che la nostra essenza fluisca senza troppi sforzi, perché stiamo facendo in modo che la nostra personalità non interferisca con il nostro scopo di vita. Anzi, La Forza ci insegna proprio il contrario. Dietro le nostre paure più grandi ci sono dei limiti che non aspettano altro che essere superati!

Grazie di aver letto anche questa settimana i Tarocchi della realtà, vi aspetto lunedì prossimo con una nuova lettura di Tarocchi settimanali.

Per conoscere il mio approccio ai Tarocchi e prenotare consulti via skype o telefono oppure dal vivo a Milano, andate qui!
Se invece volete incontrarmi, l’11 maggio terrò una serata a Bergamo e il 12 resterò per i consulti individuali. Mentre il 18 maggio, venerdì prossimo, torno a Savona. Per saperne di più cliccate qui!

Vi auguro una felice settimana e auguri alle vostre madri, fuori e dentro di voi!

Alberto

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Alberto

Interprete e traduttore della realtà: così mi definisco oggi. Il mondo intorno è fatto di codici da tradurre che possono essere interpretati come una vera e propria segnaletica stradale sul percorso che chiamiamo vita. Leggi tutto...

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