Mi chiamo Alberto Manieri e…

Interprete e traduttore della realtà

Mi chiamo Alberto Manieri, ho 26 anni e coltivo da anni la passione per l’ascolto delle persone, nel tempo l’ascolto è diventato osservazione, rivelandosi un potente strumento di percezione della realtà.
All’università ho iniziato a studiare prima per fare l’infermiere, poi lo psicologo e nel frattempo facevo l’educatore, tutti percorsi per professionisti della relazione d’aiuto. Sì, in quei campi ne avevo da ascoltare, ma nessuno di questi era la mia strada.
Il mio primo percorso di studi al liceo, invece, è stato in lingue straniere. Solo dopo molto tempo ho compreso che quello che avevo imparato non era la conoscenza nozionistica delle lingue, ma la capacità di interpretare e tradurre la realtà attraverso linguaggi diversi da quelli che siamo abituati a usare.

Questa passione si è tradotta nel 2015 in Do it human, società di comunicazione e casa editrice fondata insieme Diego Leone. Ma quello che è il mio lavoro oggi, ha inizio molto tempo prima. Sono sempre stato affascinato dal futuro e dall’idea di poter conoscere i fatti in anteprima: poter sapere prima degli altri quando qualcosa di bello stava per accadere o poter fare qualcosa per evitare che qualcosa di meno bello accadesse. Era questo il mio sogno. Il futuro è qualcosa che incuriosisce molti, ma con il tempo ho iniziato a capire che non è importante sapere con certezza se l’indomani piove, ma è importante riconoscere quando arriva il momento di portare con sé l’ombrello, anche quando fuori c’è il sole. I Tarocchi per me oggi non rappresentano uno strumento per conoscere il futuro, ma uno strumento che ti permette di fidarsi delle proprie sensazioni.
Un sogno divenuto realtà: a fine giugno 2017 prendo coraggio e decido finalmente di iniziare un lavoro di divulgazione e di informazione per far conoscere l’approccio evolutivo ai Tarocchi (diverso dalla cartomanzia) e apro la pagina Facebook “Tarocchi della realtà”. Oggi, questo è il mio lavoro a tempo pieno!

Tarocchi: come tutto ebbe inizio

Com’è iniziata la mia passione per i Tarocchi? Nel 2010 avevo un mazzo di carte in mano, molto diverso da quelli che vedevo in TV o sui giornali e mi sono detto: giochiamo! Chiedevo alle persone, degli sconosciuti, di pescare tre carte e traducevo le immagini che vedevo in poche parole. Non so come, ma più ci giocavo più dicevo cose sensate, per gli altri! Da quel momento ho iniziato a coltivare questa passione. Ho incontrato sul mio percorso molti insegnanti, ho studiato diverse discipline e soprattutto ho incontrato persone che mi hanno motivato a seguire questa strada, mi hanno aiutato a credere in me stesso. Più che dello studio dei Tarocchi, negli anni mi sono innamorato del processo che permette alle persone di leggerli, di interpretarli e di trarre informazioni precise e utili per se stessi e per gli altri.

Ho anche conosciuto molte persone in grado di leggere il futuro o di predirlo, ma mi chiedevo, perché? A cosa serve sapere tutto questo?

Poi ho incontrato Alejandro Jodorowsky che, tra le altre cose, è una delle persone che ha contribuito al restauro dei Tarocchi di Marsiglia, il mazzo che utilizzo tutt’ora. Alejandro rispose a una domanda del pubblico in maniera molto semplice: “Non so dirti quando ti sposerai, ma posso dirti perché finora non ti sei sposato!”. Illuminazione!
Quando prendi un seme e lo pianti nel tuo giardino, non passi il tempo a immaginare quale bellissima pianta potrà diventare, ma dedichi del tempo a nutrire il terreno e dargli acqua a sufficienza perché possa crescere e lo possa vedere con i tuoi occhi.
Questa visione dei Tarocchi mi dato modo di credere sempre più in questo strumento, riportandolo alla sua funzione utile, buona e pratica.

Il mio approccio ai Tarocchi si potrebbe racchiudere in tre parole chiave: fiducia, curiosità, assenza di giudizio. Durante una lettura, mi sento onorato come se l’altro mi avesse invitato a entrare nella sua dimora, portandomi a visitare quelle stanze che vuole scoprire, conoscere e migliorare.

 

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