Interprete di realtà

Rito di purificazione

Rito di purificazione

Rito di purificazione

“Cos’è un rito di purificazione ?” e “Come funziona?” sono le prime domande, da profano – o babbano – che mi verrebbero in mente leggendo il titolo di questo post. Se leggi il mio blog da un po’ sai già che amo molto le domande, ma mi piace anche trovare risposte. In questo post racconterò un rito di purificazione, che personalmente effettuerò oggi, 1 febbraio, ma che resta valido generalmente per tutto il mese di febbraio per i motivi che scoprirai più avanti, continuando a leggere.

Molti sono attratti dai riti di purificazione, quasi ne sentono il bisogno. Questi rituali hanno radici molto antiche ed è per questo che sono molto potenti. Ecco, rispondo già a una delle domande: come funziona?
La ripetizione del processo racchiuso in un rito ne aumenta la potenza nel tempo e crea un’egregora (o eggregore) ovvero un campo energetico generato da un’intenzione collettiva comune. In più, anche gli oggetti utilizzati sono simboli universali dotati di energia propria, per cui ciascun elemento del rito attinge all’idea originaria che ne determina la sua funzione. Sarà più chiaro più avanti, quando entreremo nel vivo del processo rituale. Ci tengo a fare questa premessa, perché un rito di purificazione è un’azione che può essere svolta anche al di fuori di un contesto religioso. Io stesso considero i riti dei processi energetici da adoperare a livello spirituale e non religioso. Le religioni del mondo e di ogni tempo adoperano tutt’ora riti e rituali per questi motivi, perché attingono a un campo più grande, ma il rito di purificazione di cui scrivo in questo post è un semplice rituale che può essere svolto da chiunque e senza alcuna implicazione religiosa né effetto collaterale. 🙂

Cos’è un rito di purificazione?

Distinguiamo prima di tutto la purificazione dalla pulizia. Non amo parlare di pulizia, a livello energetico, perché sottintende che ci sia qualcosa di sporco in noi o nel nostro ambiente, rimandandoci anche solo linguisticamente a una visione duale, polarizzante, della realtà. Quanto più alimentiamo il polo positivo, tanto carichiamo – nell’ombra – il polo negativo. E questo non è il fine di un rito di purificazione, che invece ha la funzione di liberare qualcosa da altro di estraneo. Purificare significa rendere puro, riportare allo stato essenziale, in modo tale che l’oggetto della purificazione sia allineato con la sua origine. Metaforicamente il rito di purificazione aiuta a metterci in connessione con la nostra energia originaria, la nostra matrice.

Come funziona?

A questo punto anche fare le pulizie domestiche o farsi un bagno caldo possono essere considerati riti di purificazione? Per certi versi sì, soprattutto se vengono fatti in precisi momenti o secondo specifiche cadenze periodiche. Ma il rito di purificazione di cui parliamo qui è legato ad un ambito non materiale. Questo rito lavora sul nostro corpo energetico – o vibrazionale, per cui sì, potrebbe anche avere conseguenze sulla materia, ma ciò che intendiamo purificare è la nostra energia.
In realtà ti ho già anticipato la risposta a questa domanda: il rito funziona se ripete un processo trasmesso nel tempo, perché attinge a un’egregora esistente, oppure perché canalizza l’energia di simboli e parole utilizzate.

Perché farlo il 1 febbraio?

Il nome del mese di Febbraio deriva dal latino februare, che significa “purificare”, come il nome della Dea Febris o Giunone Februata – associata alla guarigione – che la mitologia romana aveva sovrapposto al dio etrusco Februus – dio della morte e, anche lui, della guarigione – i cui rituali si celebravano proprio in questo periodo.

Se ci spostiamo più a nord, dove le tradizioni antiche sono rimaste più autentiche, il 1 febbraio coincide con la festa celtica dell’Imbolc: una delle quattro feste celtiche legate al fuoco come simbolo di luce. In questo periodo dell’anno, anticamente il più freddo e più difficile, si celebrava la luce nata con il solstizio d’inverno, che ora inizia a manifestarsi. L’arrivo della primavera non lo viviamo più con trepida attesa, grazie alle nostre calde dimore che ci proteggono tutto l’anno, ma è in questo periodo che si accendeva il fuoco purificatore per onorare i primi segni del risveglio della Natura.

A causa del clima freddo non si celebravano grossi rituali in questo periodo, nonostante questo alcune tribù si raccoglievano per accendere fuochi e falò in onore della Dea della Luce. Per i celti questa divinità si chiamava Brigit, la dea del triplice fuoco: il fuoco creativo dell’ispirazione artistica, il fuoco trasformatore della fucina alchemica e il fuoco della guarigione. A lei sono legati molti simboli sacri come lo specchio, la ruota e la coppa. Senza entrare molto nei dettagli, ti basta sapere che Brigit corrisponde alla dea romana Minerva o Athena per i greci. Con l’avvento del Cristianesimo poi è stata trasformata in Santa Bridget o Bride, che secondo alcune religioni cristiane sarebbe stata la levatrice di Gesù, considerata sua madre adottiva. È affascinante vedere l’evoluzione nel tempo e nello spazio di una figura simbolica, come può essere questa divinità, vero?

Se penso che, ai giorni nostri, l’unica degna delle nostre attenzioni è Bridget Jones… beh, penso che siamo andati molto lontano, a mio avviso rischiando quasi di perdere la ricchezza di alcune antiche tradizioni. Scherzi a parte… è proprio a Brigit che vengono rivolti, quindi, i numerosi rituali di purificazione di questo periodo storico ed è questo il motivo per cui ho scelto questo periodo per parlare del rito di purificazione. Per attingere alla forza del campo energetico legato alle antiche usanze celtiche dell’Imbolc e, nel mondo, alle usanze legate alle purificazione che si svolgevano durante questo mese.

Ultimo cenno storico: il 2 febbraio i cristiani festeggiano la Candelora, ma anche questa pare essere un’usanza trasformato dalla Chiesa nel tentativo di coprire le tracce di celebrazioni pagane come i Lupercalia romani o, nei paesi angolosassoni, i falò accesi durante l’Imbolc. Se vogliamo fare un rito di purificazione, o di riordino, per tornare alle origini della nostra essenza, beh, mi è sembrato coerente tornare anche alle origini del suo significato simbolico.

Svolgimento del rito di purificazione

Dopo questo viaggio, torniamo al presente: sei qui che leggi questo post dal tuo smartphone o dal tuo PC e probabilmente vivi anche tu in una città o un paese civilizzato. Niente, lo ricordo solo per dirti che è questo il motivo per cui non accenderà un falò come rito di purificazione, ma ho scelto un altro simbolo sacro legato al fuoco.

Per svolgere questo rito, gli elementi necessari sono solo due:

  1. una candela bianca,
  2. un’intenzione chiara.

La candela è la portatrice di luce per antonomasia, custode del fuoco con la funzione di risvegliare, per risonanza, il nostro fuoco interiore.
L’intenzione, invece, deve essere chiara per due ragioni specifiche: è necessario che sia formulata, verbalmente o mentalmente, in modo corretto, lineare e con un senso specifico. Più specifica è l’intenzione e più sarà focalizzato il suo effetto. Scusa il gioco di parole!
Il secondo motivo sta in un’altra accezione del termine chiaro: all’energia del fuoco vanno rivolte solo intenzioni luminose e benevole. Ricorda che l’energia del fuoco che richiama questo rito è quella della purificazione e della trasformazione. L’intenzione può essere legata a se stessi in generale o ad alcuni aspetti, al lavoro, a una relazione di coppia, famigliare o d’amicizia. Si invita a rivolgere l’intenzione verso se stessi e non su terze persone. Se si vuole rivolgere l’intenzione a qualcun altro può essere utile consigliare di fare a sua volta questo rito, magari condividendo questo post a titolo informativo, lasciando che sia l’altro a decidere di farlo. L’intenzione va rivolta sempre a se stessi o, al massimo, alla propria relazione con qualcuno, perché il fuoco della purificazione agisce sul campo energetico chi mette l’intenzione.

Bisogna decidere poi se fare questo rito in solitaria o con la famiglia. Non dev’essere qualcosa da nascondere, perché “gli altri in casa non capirebbero” o perché “è troppo strano”, ma un momento di condivisione e di raccoglimento. Se si fa il rito di purificazione in famiglia, si può scegliere di farlo utilizzando una candela a testa oppure può essere una persona sola, magari chi l’ha proposto, ad assumersi il compito di condurre il rito, invitando gli altri a seguirla con le parole, ognuno poi con le proprie intenzioni.

Processo

  • Scegliere un momento tranquillo della giornata, preferibilmente all’imbrunire o la sera, quando l’energia del mondo si sta rilassando e anche noi andiamo verso il riposo della notte.
  • Chiudere gli occhi, respirare profondamente per indurre il corpo al rilassamento e la mente al silenzio.
  • Accendere la candela bianca dicendo “Accendo la fiamma per illuminare il cammino della mia vita”.
  • Meditare qualche momento sull’intenzione chiara che è stata scelta, focalizzandosi prima sugli aspetti che si vogliono lasciare andare, poi su ciò che di nuovo vogliamo attirare, grazie alla purificazione, nella nostra vita.
  • Portare la candela in giro per la propria casa, percorrendola per le pareti e per le stanze in senso orario, fino a tornare al punto di origine, dove la candela è stata accesa.
  • Spegnere la candela con un soffio dicendo “Spengo la fiamma per farla vivere in me” e visualizzare la luce della candela che entra in noi, illuminando tutto il nostro corpo fisico, tutto il nostro campo energetico e irradiare la stanza, la casa e tutto il mondo intorno con la propria luce.

Semplice, vero? Si può scegliere di fare questo rito di purificazione l’1 o il 2 febbraio, proprio perché sono giornate legate alle antiche celebrazioni di purificazione, come ti ho raccontato nel post. Si può fare per tutto il mese di febbraio, dato che l’energia dell’intero mese è legata alla purificazione. Oppure, si può fare in qualsiasi altro momento dell’anno e della vita lo si ritenga utile e necessario, per purificare la propria energia, o riordinarla, e ricondurla al suo stato originario.

Il rito di purificazione, in fondo, non è che un modo per focalizzare una buona intenzione. Ne parlo spesso durante i miei consulti e invito molte persone a leggerli, perché credo aiutino a mettere l’attenzione sui propri obiettivi, hanno la funzione di trasformare un’energia e, come in questo caso, di rendere più chiara e leggera la direzione che si vuole prendere.

Questa sera farò anch’io questo rito di purificazione in casa e, durante il processo, visualizzerò anche tutte le persone del mondo che accendono una candela. Sento già il calore della loro luce interiore e mi piace immaginare il fuoco sacro di ognuno che si ravviva, illuminando questo pianeta che forse, più di tutti, ha bisogno di purificazione e di vedere la fine alla sofferenza.

Ti abbraccio forte, buona purificazione!

Alberto

Alberto

Incontro le persone che vogliono scoprire il perché di ciò che accade nella loro vita per poter essere liberi di creare la propria realtà. Leggi tutto...

2 commenti

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  1. Anna

    1 Febbraio 2019 at 12:27

    È interessante,ci provo😁 grazie

    • Alberto Manieri

      1 Febbraio 2019 at 18:45

      Grazie Anna, fammi sapere com’è andata poi 🙂 Grazie a te!

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