Interprete di realtà

Rumore mentale: il rumore bianco dei nostri pensieri

Rumore mentale: il rumore bianco dei nostri pensieri

Rumore mentale e voce interiore: che differenza c’è?

Nell’ultimo post ho parlato del dialogo interno che avviene dentro di noi ed è importante distinguere tra voce interiore e rumore mentale. Hai presente il chiacchiericcio costante che esiste nella nostra testa? Quella voce che continua a parlare e analizzare fatti e circostanze passate, presenti e future che riguardano noi e gli altri? Ecco, a questo proposito spesso parliamo di “vocina” nella testa e alcuni mi hanno chiesto come discernere quando questa voce interna è guidata dalla paura o dall’intuizione.

Molti di noi si abituano a convivere con questo incessante rumore mentale che ci impedisce spesso di vedere la realtà lucidamente e che rende difficile la concentrazione e lo svolgimento di azioni, anche quotidiane, in maniera serena. Molte persone dicono addirittura di far fatica ad addormentarsi perché distratte da questo rumore bianco costante.

Se la voce è incoraggiante, positiva, propositiva e ti sta aiutando a cogliere dettagli della tua realtà che prima non avevi visto, complimenti: il cervello sta svolgendo la sua funzione e agevola il dialogo tra le diverse dimensioni e i differenti stadi della tua mente.

Se questa voce disturba la tua pace, rivive ripetutamente il passato o è proiettata nel futuro, ti distrae dal vivere nel presente, ripete sempre le stesse sentenze in loop, come un disco rotto, è possibile che stiamo parlando del rumore mentale.

In questo caso la cosa peggiore da fare è credere che “la mente menta” o che sia una nemica. Se è dettata dalla paura, forse sì, è spaventata, ma sta facendo comunque il suo lavoro. Vuole aiutarci e impedirci di soffrire, per cui resta ancorata a ricordi di dolore e traccia una linea per ricordarci di non superarla.

La mente non mente

Chiaramente è necessario un lavoro individuale per conoscere le proprie paure e superare i propri limiti. Nel frattempo, lavoriamo con la parte più sana di noi, la dimensione interiore in cui custodiamo la nostra forza, la nostra volontà.
È di fondamentale importanza non identificarsi con il contenuto di questo rumore mentale. Questo tipo di dialogo interno è solo una parte del nostro contenuto mentale, così come la mente è solo una parte di noi.

Negli anni si è diffusa la pratica delle affermazioni positive. Non la condivido appieno, perché questo non fa che aggiungere una voce al coro e spesso questa nuova voce si trova a combattere con la voce pre-esistente. Quello che può davvero rivelarsi utile è rivolgersi a se stessi in modo positivo, nel senso di utilizzare frasi affermative nel dialogo interno ed evitare di utilizzare il “non”. Pensare in maniera affermativa aiuta a generare soluzioni creative, ricercando un accordo fra le nostre diverse dimensioni ed evita lo stato di conflitto tra l’oggetto dei nostri pensieri e la loro negazione.

Il primo passo da fare è ricercare uno stato mentale di pace perché è lì che possibile imparare a riconoscere la differenza tra rumore mentale – quel continuo e irrefrenabile dialogo interno – e la voce interiore dettata dall’intuizione che genera la pace. La meditazione è l’esercizio migliore, in molti casi, ma non basta chiudere gli occhi per far cessare il rumore bianco dei nostri pensieri.

La meditazione per creare il silenzio interno

Conosco un esercizio che condivido con te e che reputo molto utile per placare questo chiacchiericcio, anche per pochi istanti.

Che tu stia cercando di raggiungere uno stato meditativo o semplicemente un momento di pace, chiudi gli occhi. Osserva i tuoi pensieri passarti di fronte: alcuni sono veloci come schegge, altri lenti come antiche locomotrici. Passano, sfrecciano, corrono e sembra impossibile fermarli. Prova anche ad ascoltarli, a riconoscerli e a distinguere gli uni dagli altri.
A un certo punto poniti questa domanda:

Da dove viene il mio ultimo pensiero?

Tutto qui. Non succederà nient’altro, o almeno niente che possa spiegarti a parole o di cui possa fare esperienza al posto tuo. Prova tu stesso a fare quest’esercizio.

Il potere delle domande

Farsi domande, in generale, attiva l’immaginazione e nutre un dialogo interno costruttivo. La domanda disegna una porta nel loop infinito dei nostri pensieri. Permette di scorgere una via d’uscita laddove siamo abituati a vedere dei muri, dei recinti, dei confini.
Quando credi di essere finito in un loop di pensieri “distruttivi”, depotenzianti e, in generale, che sembrano non remare a tuo favore, prenditi un momento, chiudi gli occhi e domandati ancora: Da dove viene il mio ultimo pensiero?

Vorrei dirti che “la risposta è dentro di te”….sì, è vero, ma anche no. Non pretendere di conoscere da dove vengono i tuoi pensieri: se la nostra mente non è abituata a essere in ordine, non sarà facile risalire alle origini dei pensieri così come è facile cercare un libro nell’archivio organizzato di una biblioteca. Per svolgere quest’esercizio non è importante trovare quel libro, ma attivare la ricerca e impegnare la mente a fare ordine dentro se stessa.

Perché questa domanda allora? Se sei tu a fare le domande, sarai sempre più la guida principale di te stesso. Saprai manovrare con più padronanza i tuoi strumenti interiori e, con un esercizio costante, saprai come sviluppare i tuoi talenti.

 

Fotografie scattate presso il Pantheon di Roma, 2018 © Alberto Manieri

Alberto

Attraverso la mia intuizione e la mia sensitività aiuto le persone a trovare soluzioni ai loro problemi e a liberarsi da blocchi energetici e schemi ripetitivi personali-famigliari. Incontro le persone che vogliono scoprire il perché di ciò che accade nella loro vita per poter essere liberi di creare la propria realtà.Incontro le persone che vogliono scoprire il perché di ciò che accade nella loro vita per poter essere liberi di creare la propria realtà.Leggi tutto...

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