Interprete e traduttore della realtà

Equinozio d’autunno 2018: il risveglio della volontà

Equinozio d’autunno 2018: il risveglio della volontà

Lettura e traduzione simbolica equinozio autunno

L’ingiallimento e la caduta delle foglie, le temperature in calo (eccetto quest’anno), la nebbia o altri segnali dell’arrivo dell’autunno sono per molti metafora di tristezza, melanconia e nostalgia: niente di più lontano dal vero sentimento che si nasconde dietro l’equinozio d’autunno. Partiamo prima dai segni più piccoli che si possono cogliere da quest’avvenimento celeste.

Equinozio autunno: perché non cade mai nello stesso giorno

Nel 2018 l’equinozio d’autunno cade il 23 settembre (non il 21 come convenzionalmente considerato) esattamente alle 3:54 ora italiana. Ogni anno le giornate degli equinozi e dei solstizi si verificano dal 20 al 24 del mese di riferimento, perché la Terra impiega 365 giorni e 6 ore circa, quindi non esattamente un anno. Lo saprai già che l’anno bisestile esiste proprio per recuperare ogni 4 anni quel tempo che altrimenti non ci darebbe un anno di 365 giorni. È una convenzione adottata con il calendario gregoriano ma che, come un neo, ricorda l’imperfezione di tutte le costruzioni umane.

equinozio autunno

La fine di un ciclo

La natura è una grande maestra, l’unica davvero in grado di insegnarci il mestiere della vita, nel quale cerchiamo a tutti i costi di diventare esperti o, in alcuni casi, di superare l’esame almeno con la minima sufficienza. Ti ho già raccontato in un altro post del risveglio della natura, simbolicamente celebrato nel giorno dell’equinozio di primavera. In quel periodo dell’anno la Terra si risveglia, il guscio dei semi si schiude e lascia fluire verso l’esterno la forza vitale che si esprime in una verdeggiante manifestazione esplosiva, che chiamiamo primavera. Se la primavera è il momento di vedere germogliare i propri progetti e l’estate il momento della maturazione dei frutti, l’autunno rappresenta l’inizio della fine, apparente, di questo ciclo vitale. L’autunno ci ricorda l’avanzamento del tempo, le foglie cadono così come cadono più frequentemente i nostri capelli – così, giusto per ricordare che anche noi facciamo parte di ciò che chiamiamo natura. L’inverno, invece, con il letargo e il sonno completo della Terra, simboleggia la fine del ciclo, la morte.
Come fossimo nel film Non ci resta che piangere, la natura interpreterebbe il ruolo del predicatore per ricordarci una delle più celebri massime del film di Benigni e Troisi: Ricordati che devi morire!

Perché in autunno ci sentiamo più tristi?

Con tutte queste premesse diventa chiaro il perché l’equinozio d’autunno – e l’arrivo della nuova stagione che segna – porta con sé un sentimento di melanconica tristezza. Questo sentimento in realtà è avvertito spesso da chi ha perso il contatto con la natura e non esplora frequentemente la profondità del proprio animo. Ma non è del tutto vero, a mio avviso, e più avanti in quest’articolo ti racconterò perché lo penso. Esplorare se stessi è un cammino non sempre facile, perché richiede onestà verso se stessi, volontà di apprendere la verità e altre qualità che la società contemporanea occidentale purtroppo non insegna ad allenare. La tristezza è un’emozione naturale, però, che non va ricacciata o ignorata e ci sta comunicando qualcosa del nostro stato d’animo, se siamo disposti ad ascoltarla.
La natura abitudinaria dell’essere umano è orientata al passato, al quale resta attaccato perché rappresenta ciò che è sicuro e conosciuto. La natura è maestra nell’insegnarci che il crepuscolo delle manifestazioni esterne della vita è bilanciato dal risveglio delle forze interiori e così come accade per la Terra, così avviene per l’essere umano.

Simbologia dell’equinozio d’autunno

L’equinozio è il giorno in cui le ore del giorno e della notte si equivalgono: questo temporaneo equilibrio sblocca il cilindro di una serratura cosmica che apre le porte al sorgere dell’oscurità sulla Terra. Il buio e il freddo, che prendono il sopravvento nella realtà intorno a noi, sollecitano il sorgere della luce nelle dimensioni interiori della realtà. La nostra autocoscienza si risveglia ed è invitata a rispondere alla sua chiamata: ci riporta alla natura più profonda noi stessi e alla nostra capacità di porci obiettivi e di perseguirli. L’autunno è il momento migliore per scegliere dove dirigere le proprie energie e dedicarsi alla proprie passioni, a ciò che scalda il cuore. L’autunno è anche il momento del progresso e dell’innovazione umana, non a caso secondo l’alchimia l’elemento di questa stagione è il ferro che è il simbolo spirituale del dominio della ragione e della tecnica. Questo è il periodo in cui l’interiorità dell’essere umano si afferma come volontà. Non è neanche un caso se diciamo volontà di ferro: nel nostro linguaggio sono già presenti i codici per decifrare e conoscere la realtà. L’autunno è la stagione legata all’energia attiva (maschile) per cui è il momento in cui siamo chiamati ad agire.

Cosa voglio realizzare?
Come voglio realizzarmi?
Quali sono i principi che guidano la mia realizzazione?
Mi sento solo nel compimento della mia missione?

equinozio autunno

Il risveglio dell’interiorità

Avvertendo questa profonda connessione con la Terra e con le energie cosmiche accade che siamo più sensibili alla percezione della grandezza del nostro animo connesso all’anima mundi e alla realtà invisibile e indivisibile. Percependo la realtà al di là dei sensi, potremmo sentirci soli nel nostro cammino, perché non vediamo, con i nostri occhi, il mondo così come riusciamo a sentirlo a un livello più sottile. Questo è il vero motivo del generale sentimento di tristezza legato a questa stagione: la parte più profonda di noi non ha paura della fine del ciclo vitale e non percepisce il declino della natura, la morte, come una vera fine. È la chiamata alla responsabilità di essere se stessi che rende più tristi: come se sentissimo che ci fosse stato assegnato un compito per cui non ci reputiamo all’altezza, solo perché siamo abituati a riconoscere solo la grandezza della natura esterna a noi, del mondo intorno e dell’altro, in genere, e abbiamo perso il contatto con la nostra grandezza interiore. Tale grandezza può considerarsi tale quando smettiamo di percepire l’altro e il mondo intorno a noi come separato: la connessione con gli altri, con l’invisibile e con il mondo interiore è un potente forza motrice che permette di accedere a un mondo altro da noi. Dobbiamo allenare la nostra immaginazione se vogliamo surfare sulle onde della creatività cosmica, per riconoscere le idee e i segnali che riceviamo e tradurli in materia, attraverso la volontà.

L’autunno nella mitologia

Nell’antica mitologia ricorrono divinità o figure solari che si abbattono un serpente o un drago proveniente dalle viscere della terra. Ancora una volta vediamo le forze oscure dell’interiorità che vengono regolare dalla forza della ragione e della volontà. Questi miti sono stati liberamente tradotti e interpretati dal mondo cristiano: infatti l’autunno è legato alla figura di San Michele, che si celebra il 29 settembre. Le narrazioni bibliche narrano che quest’Arcangelo difese la fede del Creatore da Lucifero, il cui simbolo è un serpente, ricacciandolo – attenzione, con una spada di ferro! – negli Inferi, ovvero nelle viscere della Terra.

equinozio d'autunno - leonardo da vinci
“Battaglia tra un drago e un leone” di Leonardo da Vinci

Andando oltre la lettura religiosa dei simboli ancora presenti nella nostra cultura, conoscendone ed estrapolandone il racconto mitologico è utile per ottenere la chiave di lettura della nostra esistenza. L’ombra e le tenebre sono ciò che noi chiamiamo il lato oscuro dell’anima: ciò che non conosciamo di noi, ciò che non vogliamo vedere, ciò che abbiamo nascosto, sepolto, ma che non è possibile negare, distruggere o ignorare. È una forza che dobbiamo imparare a integrare esercitando la nostra volontà.

Per molti settembre è un po’ come capodanno, ma non è un caso e non è legato solo al ricordo dell’inizio delle scuole! L’inconscio collettivo è legato alla memoria della Terra e della natura che sa bene che questo periodo dell’anno rappresenta davvero un nuovo inizio. La cultura ebraica celebra il capodanno proprio nel mese di settembre, in un periodo che varia ogni anno, alla vigilia dell’equinozio d’autunno.

Cosa puoi fare oggi per prendere il controllo della tua vita ed esprimere la tua volontà?

Felice equinozio e grazie per aver letto fin qui! Mi piacerebbe conoscere la tua opinione, con un commento qui o su Facebook e se ti è piaciuto leggermi aiutami a condividere questo post!

Che sia benvenuto l’autunno!

equinozio autunno

Fotografia in copertina 2018 @ Xuan Nguyen

Alberto

Interprete e traduttore della realtà: così mi definisco oggi. Il mondo intorno è fatto di codici da tradurre che possono essere interpretati come una vera e propria segnaletica stradale sul percorso che chiamiamo vita. Leggi tutto...

6 commenti

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  1. Lia

    23 settembre 2018 at 12:11

    Caro Alberto, a differenza di molti negli ultimi anni sento molto questa stagione: la primavera per me è un subbuglio, è portatrice di malesseri interiori e fisici (a differenza di anni fa), mentre l’autunno e l’inverno sono stagioni che non vedo l’ora che arrivino! Amo il freddo, amo che non ci sia x forza l’obbligatorietà sociale di uscire, nell’afa, di dover x forza fare qualcosa. Dell’autunno e dell’inverno amo la calma, la tranquillità di bere una tazza di tè sul divano a fine giornata, guardando una candela accesa.
    Benvenuta, Autunno!

    • Alberto Manieri

      1 ottobre 2018 at 11:47

      Ciao Lia, da quello che racconti è bello apprendere che non è solo il tempo esterno a cambiare, ma cambiano noi, dentro, e così la nostra percezione del tempo e dello spazio. Effettivamente la primavera fa emergere i germogli dal profondo della terra e non è insolito vedere insorgere malesseri di diverso tipo. Apprezzare l’autunno, per me, è simbolo di integrazione di questa fase della vita ed è meraviglioso. Grazie del tuo commento!

  2. Teresita

    23 settembre 2018 at 23:34

    Da sempre identifico settembre come il mio capodanno, leggerti e condivedere i tuoi pensieri e’ stato molto gradevole!!

    • Alberto Manieri

      1 ottobre 2018 at 11:43

      Teresita, come dicevo nel post, il “vero” capodanno a settembre effettivamente ha molto senso! 🙂 Grazie!

  3. Carla

    24 settembre 2018 at 08:02

    Complimenti..molto interessante grazie carla

    • Alberto Manieri

      1 ottobre 2018 at 11:43

      Ciao Carla, grazie mille per aver letto il post 🙂

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