Interprete e traduttore della realtà

Liberazione: una rivoluzione interiore

Liberazione: una rivoluzione interiore

Il senso della Liberazione: la storia

Il 25 aprile 1945 si celebra la liberazione dell’Italia dall’occupazione nazifascista. La guerra, in realtà, sarebbe finita solo pochi giorni dopo, ma è in questa data che le truppe tedesche e quelle fasciste si ritirarono in seguito alla rivoluzione dei partigiani.

Non amo molto la storia – si sa, spesso le guerre sono raccontate da chi le ha vinte, per cui quella sui libri potrebbe non essere la versione completa dei fatti – ma quello che la storia, comunque, può insegnarci è davvero notevole.

Quando il peggio è accaduto, l’unica via possibile è la LIBERAZIONE.
“Una volta toccato il fondo, si può solo risalire” e non è solo un detto. Trovo tanta verità in questo modo di dire, ma per renderla tale bisogna lasciarsi il passato alle spalle, completamente.
Chiudere con il passato, troncare vecchie abitudini, relazioni e situazioni spesso è accompagnato dalla sofferenza della sconfitta.

La liberazione dopo la rivoluzione

Sì, la liberazione è avvenuta, ma bisogna accettare la perdita vissuta prima di rinascere a nuova vita.
Un nuovo sistema politico, una nuova epoca, sono sempre preceduti da un momento di crisi. Così come una nuova relazione o un nuovo lavoro, tanto attesi o ricercati.

Chi ha messo in atto la rivoluzione?

I partigiani, che si riprendevano la propria patria, città dopo città, rappresentano quella parte di noi, il fuoco, che crede che la rivoluzione sia necessaria per ricominciare.

Chi occupava queste città, invece, rappresenta la nostra parte ombra, che cerca di esercitare il controllo, il potere, sugli altri senza tenere il controllo dalla follia del proprio ego.

La vittoria non sta nella liberazione stessa, non sta nella lotta per il potere e neanche nella ribellione.
La vittoria è resa possibile dalla capacità di far fronte al salto evolutivo successivo alla liberazione: dopo una fine importante, emergono nuove esigenze e nuovi desideri, che richiedono una TRASFORMAZIONE radicale nel modo con cui si guarda al mondo.
Non è più possibile pensare come si è abituati, ora che il mondo non ha più l’aspetto di prima, bisogna riconfigurare la mappa, quella dei nostri pensieri.

Il movimento di rivoluzione interiore

La rivoluzione è possibile grazie anche alle nostri parti in ombra, alle parti di noi che non vogliamo vedere, che nascondiamo a noi stessi e che abbiamo paura di lasciare emergere.

Come accettare queste parti di noi?

Fidandoci di quelli che sono i “partigiani” dentro di noi, quella parte che fa il tifo per noi e che è pronta a mettersi in discussione, a lasciarsi tutto alla spalle, per riprendersi ciò che gli appartiene: la vita.

Ogni 25 aprile si celebra la ricorrenza come simbolo di quest’atto di liberazione, ricordato oggi dalla storia dell’Italia e del mondo, ma che dovremmo ricordare ogni giorno perché quella stessa guerra, avviene ogni giorno, dentro molti di noi.

Benedite i vostri momenti di crisi, le vostre paure e le pieghe inattese che prende la vita. Lasciatevi sorprendere dall’inaspettato perché sono questi momenti che gettano le basi della vostra RINASCITA!

Felice liberazione!
Vi abbraccio,

Alberto

Alberto

Interprete e traduttore della realtà: così mi definisco oggi. Il mondo intorno è fatto di codici da tradurre che possono essere interpretati come una vera e propria segnaletica stradale sul percorso che chiamiamo vita. Leggi tutto...

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