Interprete e traduttore della realtà

La Sacra di San Michele: la Torre è in fiamme

La Sacra di San Michele: la Torre è in fiamme

La Sacra di San Michele in fiamme

Quello che è successo due giorni fa in Val di Susa (Piemonte), alla Sacra di San Michele, è un evento che resterà nella storia. Erano circa le 21 del 24 gennaio scorso quando il tetto del monastero, ai piedi dell’abbazia, ha preso fuoco. Pare si tratti di un corto circuito, in coincidenza con alcuni lavori di ristrutturazione in corso da giorni. Nessuna parte del monumento, nessuna persona, niente di “importante”, insomma, pare abbia riportato danni.

A un primo sguardo, si può considerare l’evento fisico di per sé: un incendio causato da un incidente che ha costretto gli inquilini del monastero fuori dall’edificio. La preoccupazione ha coinvolto ovviamente anche i piemontesi e i valsusini tutti, soprattutto quelli che hanno potuto osservare lo scenario, anche a distanza, durante tutta la serata. Di questo ne hanno parlato molti quotidiani e siti di notizie online. Per mia abitudine, tendo a guardare agli eventi da una prospettiva più ampia e credo che questo fatto possa essere letto a più livelli.

Foto: © Roland Crosazzo, 2018 (anche in copertina)

Prima, però occorre fare alcune premesse. Tre anni fa ho visitato la Sacra di San Michele per la prima volta. Maestosa e suggestiva, mi ha attirato dal primo momento in cui l’ho vista. Quello che più catturava la mia curiosità, però, era la sua posizione. Come la Sacra di San Michele, moltissimi edifici religiosi sono stati costruiti in luoghi spesso difficili da raggiungere, collegati da percorsi tortuosi e spesso posizionati sulle vette dei monti. Potrà sembrare retorico, per molti scontato, ma ci doveva essere un perché. Avevo appreso da tempo che il nostro pianeta fosse attraversato non solo da meridiani e paralleli, disegnati a scopo geografico.
Sono diverse le teorie, ma qui vi parlo di quella diffusa nel 1921 dall’archeologo Alfred Watkins. Le chiamava ley line – in italiano linee temporanee – e formano una griglia che mapperebbe i flussi energetici della Terra. Watkins aveva scoperto che molti siti megalitici presenti sulla Terra erano uniti da linee rette immaginarie che seguivano un preciso schema a reticolo. Secondo la scienza ufficiale si tratterebbe di mere coincidenze. Pare, però, che molti luoghi di culto occidentali siano stati posizionati proprio su queste linee, alcuni di questi si troverebbe proprio sui nodi principali di questo reticolato energetico. Il fatto che molti di questi edifici religiosi cristiani siano costruiti sulle rovine di antichi tempi pagani non è una novità, ma ci suggerisce che la conoscenza di queste linee energetiche sia ben più antica.

Il reticolato energetico della Terra

Poste queste premesse, faccio un’ultima domanda: cos’hanno in comune la Val di Susa, Mont-Saint-Michel in Francia e Monte Sant’Angelo in Puglia? Tutte e tre ospitano degli importanti santuari dedicati a San Michele Arcangelo e la Sacra è uno di questi.

Si chiama Linea sacra di San Michele, una linea retta che attraversa l’Europa dall’Irlanda a Israele. Si tratterebbe non solo di un cammino, meta di pellegrini cristiani, ma anche di una ley line che attraversa la Terra. Questi edifici sono stati costruiti almeno mille anni prima di Watkins e non mi sembra una pura coincidenza. Monte Sant’Angelo, per citare un esempio, oltre al Santuario ospita anche la Grotta che custodisce la statua di San Michele e questa grotta era in principio un tempio pagano dove si adorava Apollo.

È un caso che la Linea sacra di San Michele sia chiamato anche asse di Apollo? Il nome di quest’allineamento energetico mi ha ricordato, infatti, che i Cristiani non solo hanno costruito edifici sacri sulle rovine dei tempi pagani, ma che hanno anche attribuito le qualità delle divinità pagane a Santi e Arcangeli, sostituendoli con nuove icone. Con poche ricerche è facile trovare parallelismi tra le qualità dell’Arcangelo Michele e quelle di alcuni dèi pagani come Apollo, Mitra, Dionisio o Ercole.

“Tra santi e falsi dei”

Quello su cui voglio far luce è che, con uno sguardo oltre il recinto delle religioni, si parla sempre di simboli e di archetipi. Le figure, le icone e gli idoli possono anche cambiare nome e incarnare una filosofia piuttosto che un’altra, ma rappresentano la stessa energia. Se la teoria delle ley line fosse vera, può essere che le qualità un tempo attribuite agli dèi non siano altro che flussi di energia del campo magnetico terrestre e che l’essere umano abbia tentato, e continui ancora oggi, a circoscriverli e controllarli? Il tempio è una costruzione umana, non solo materiale, per cercare di contenere un flusso energetico “divino”. Può essere che tutti gli edifici religiosi siano investiti di questo potere proprio perché eretti nel posto “giusto”?

San Michele sconfigge Satana, Raffaello Sanzio, 1518, Musée du Louvre, Paris.

L’incendio alla Sacra di San Michele mi ha riportato alla mente quello che è successo in Puglia, nei pressi del Castello di San Michele a Monte Sant’Angelo. Era giugno 2011 quando un fulmine ha colpito la torretta dell’Istituto geografico militare posto sulla “Torre dei giganti”, disintegrandola completamente. Di per sé, un evento indipendente, ma mi colpisce la corrispondenza del fatto sulla stessa linea temporanea, o ley line. Una Torre colpita da un fulmine, sulla stessa linea della Sacra piemontese.
Il giorno 11 febbraio 2013 un fulmine ha colpito la cupola di un luogo molto più simbolico, forse, ovvero la Basilica di San Pietro al Vaticano. Può succedere, vero? Ma non il giorno delle dimissioni di papa Ratzinger. Coincidenza?

Foto: © Reuters, 2013

Non mi addentro in profezie apocalittiche – l’unica profezia in cui credo è quella che si autoavvera – ma c’è una cosa che non vi ho detto subito. Tutti questi eventi hanno, di volta in volta, creato un’associazione spontanea con un simbolo molto più vicino al mio mondo di quanto non lo siano miti, santi e falsi idoli.

La lettura della realtà

Si tratta dell’Arcano XVI dei Tarocchi o “La Maison Dieu”, conosciuta da molti come La Torre. Un fulmine colpisce il tetto della torre, lasciando che qualcosa di rinchiuso fuoriesca all’esterno. Molte persone vedono questa carta come estremamente negativa, presagio di crollo, distruzione e disgrazia. Molti mazzi di Tarocchi, non a caso, hanno sempre raffigurato quest’Arcano in uno scenario catastrofico, con due personaggi che sembrano cadere dalla Torre distrutta. Camoin e Jodorowsky, invece, con l’opera di restauro del mazzo dei Tarocchi di Marsiglia, hanno riproposto la versione originale di questo Arcano. Il nome di una divinità nel nome “Casa (di) Dio” può indicare un evento negativo? Forse il messaggio è quello del flusso dell’energia universale, che non riesce più a essere contenuto nelle costruzioni umane – la Torre è color carne – e fuoriesce grazie al tocco divino, come un fulmine dal cielo, permettendo un’esplosione di abbondanza e di gioia. I due personaggi, in questa visione, non stanno cadendo dalla torre, ma sono colti in una danza gioiosa sotto una pioggia di monete colorate, simbolo di abbondanza, così come la connotazione fallica dell’edificio simboleggia la fertilità.

Dicevo, non credo nelle profezie, ma credo nei messaggi che la realtà ci mostra oltre l’illusione. Gli edifici colpiti sono simbolo delle strutture sociali e spirituali, che hanno cercato di controllare un potere superiore. Nella biblica Torre di Babele nacquero tutte le lingue del mondo: il linguaggio e la comunicazione sono il simbolo delle sovrastrutture umane, non solo dell’ambiente circostante, ma anche della propria interiorità. La torre è anche il simbolo della superba presunzione di raggiungere il cielo con mezzi materiali, mattoni, ma il tentativo sembra destinato a fallire.

Le fiamme sul tetto del monastero della Sacra di San Michele richiamano la cima sollevata della Torre nei Tarocchi e l’energia che, secondo questo Arcano, scorre dirompente oltre ogni struttura, potrebbe essere la stessa condotta dalla linea energetica che passa sotto – o meglio, attraverso – la Linea sacra di San Michele.

Ieri, su La Stampa è stata data questa notizia:

« A salvare la Sacra di San Michele, a Sant’Ambrogio in provincia di Torino, è stato un tesoro di 20 mila litri d’acqua. I vigili del fuoco l’hanno trovato lì, al fondo del chiostro del convento divorato dalle fiamme: è una cisterna per la raccolta dell’acqua piovana, costruita ai primi del Novecento quando è stato modificato l’antico pozzo […] »

L’acqua ai piedi della torre e il tetto sollevato di quest’ultima ci mostrano una forza che trasforma la prigione in un canale aperto. Quando le fondamenta non ci sono più, l’unione del cielo e della terra unisce l’alto con il basso.

Forse qualcosa sta accadendo a livello globale, universale, qualcosa di più grande cerca di mostrarsi agli occhi della nostra coscienza. Non ci è ancora dato conoscere la verità sul mondo, forse la sapremo solo alla fine dei giochi, ma possiamo indagare e conoscere la nostra verità personale, l’unica di cui essere padroni e l’unica alla quale mettersi al servizio. Il vero tempio sacro è il nostro corpo, la nostra forma, e questi eventi ci ricordano che abbiamo l’opportunità di liberarci dalle sovrastrutture, le nostre convinzioni, che limitano la nostra coscienza, la nostra realtà.

Alberto

Interprete e traduttore della realtà: così mi definisco oggi. Il mondo intorno è fatto di codici da tradurre che possono essere interpretati come una vera e propria segnaletica stradale sul percorso che chiamiamo vita. Leggi tutto...

2 commenti

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  1. sebastian

    28 gennaio 2018 at 05:05

    Trovo tutto ciò molto interessante,,,anch’io faccio uso dei tarocchi per analizzare la realtá…in quanto sono loro ad essere venuti a me…

    • Alberto

      28 gennaio 2018 at 21:52

      Ciao Sebastian, grazie del commento! Sono felice di sapere che ne fai un buon uso!

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